E fuori piove…

Un sole tiepido risveglia la città.
Tutto sembra più bello con il sole, persino il prospettarsi di una giornata di lavoro in ufficio, l’ennesima.
E’ già autunno inoltrato a Torino, le piante tardano a perdere le foglie, ma lui è lì.
La sua essenza è nell’aria, quasi tangibile.
I primi turisti iniziano a gironzolare per i vicoli e le piazze, alla ricerca di un caffè con cui iniziare la giornata.
E promette bene, la giornata.
Dei turisti tedeschi, evidentemente non abituati a queste temperature fuori stagione, girano con un abbigliamento che nemmeno a luglio….
Un gruppo di cinesi si sposta correndo dietro al capobranco, che con il suo ombrello ben in vista, indica la corretta via, in quella che sembra una migrazione di massa.
Sono centinaia, forse migliaia, un numero indefinito di persone e fotocamere in azione.
Passeggio sotto i portici, distratto. Di vetrina in vetrina, il tempo passa piacevolmente.
Piazza Castello si presenta ai miei occhi, imponente come la facciata del Palazzo Reale. Pochi passi e, oltrepassata la recinzione, entro nel cortile del palazzo e poi oltre, arrivando ai giardinetti interni. Quanta storia, quanta bellezza intorno a me.
Una telefonata improvvisamente mi richiama alla realtà, mi ricorda l’appuntamento importante di stamattina.
Era per mezzora fa.
Sono in ritardo, perso nei miei pensieri come sempre. Alzo la testa e mi accorgo che il sole è scomparso, nascosto da nuvole e nebbie apparse come dal nulla.
Camminando a ritroso, arrivo al portone che mi proietta nuovamente nella città. Un venditore immigrato aspetta i turisti, svogliato.
Piazza Castello si è svuotata all’improvviso, i turisti spariti nel nulla. I torinesi sono già tutti al lavoro, tutti tranne me, in ritardo come sempre.
E intanto fuori piove….

 

 

Ci sono dei giorni in cui la pioggia sembra essere stata inventata per accompagnare le note suonate lentamente da un sax.

Francis Dannemark

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento