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La resilienza della vita

“Buongiorno, vecchio mio!”.

Come ogni mattina negli ultimi anni, l’anziano, nel corso della sua abituale passeggiata nel Vondelpark di Amsterdam, si è fermato davanti “all’albero coricato”. Qualche anno prima, in una notte di tempesta, il forte vento lo ha buttato giù, sradicando in parte le sue radici e spezzando molti dei suoi rami. Ma l’albero ritrovandosi in parte quasi coricato, invece di lasciarsi morire, ha resistito alla sua nuova condizione, continuando a crescere. Continuando a vivere. Diventando per molte persone un esempio di resistenza agli imprevisti della vita. Un esempio di resilienza, ovvero la capacità di un materiale di assorbire un urto, o di un essere vivente nel resistere alle avversità della vita. “mi piego ma non mi spezzo”… A James piace molto anche la variante “mi spezzo ma non piego, e continuo a vivere!” Come quasi sempre, durante la sua breve sosta davanti al fusto martoriato, che emana nella sua strana crescita un senso di nobiltà e possanza che nulla ha da invidiare agli altri alberi, con il loro tronco che punta diritto verso il cielo; si ritrova a pensare alla sua travagliata esistenza. I difficili anni dell’orfanotrofio, la salvezza nell’essere accolto in una famiglia, con genitori adottivi che lo hanno cresciuto ed educato come un vero figlio, la sua adolescenza da ribelle con lo zaino in giro per il mondo. E poi la laurea in medicina, il riscatto sociale, ma soprattutto Simone. Gli occhi di Simone, il sorriso di Simone, l’amore, profondo, sincero, di Simone. La donna della sua vita. L’unica.

Ed ecco che in pochi anni, il giovane ribelle si è trasformato in fedele marito e affettuoso padre di famiglia. Fino all’arrivo della tempesta. Un incidente. Un maledetto incidente automobilistico gli ha portato via tutto. Simone, suo figlio Martijn, la gioia di vivere. Lasciandolo fisicamente e emotivamente zoppo per sempre. Lasciandolo di nuovo solo. Ma come l’albero, ha trovato la forza di resistere , di continuare a vivere, onorando , nonostante il profondo e incessante dolore, giorno dopo giorno la loro memoria.” Simone avrebbe voluto così “… Ma da quel giorno, tutto è cambiato. Ha continuato a fare il medico con passione, a curare la loro casa e le rose di sua moglie. Ma i suoi comportamenti sono diventati strani, ha abbracciato la solitudine e si è ritrovato preda di un’infinità di tic nervosi, rendendosi agli occhi di molti, una persona strana, con “una vita storta”. Ora James, saluta il suo vecchio amico, “a domani!”.

Deve andare all’ospedale, per la solita visita diagnostica sulla situazione della crescita cancerogena che lo accompagna ormai da anni. Poi finalmente, passerà al cimitero a cambiare l’acqua alle rose della sua Simone e di loro figlio, come tutti i giorni da vent’anni. E avviandosi a testa bassa, Sorride. Grattandosi nervosamente la faccia e pensando a quanto sia potente la resilienza della sua vita.


Progetto “Impressioni urbane”  – episodio 8

“Impressioni urbane è un intreccio di immagini e parole, nel tentativo di descrivere in modo alternativo luoghi, situazioni e dettagli metropolitani”

Testo di Fulvio Giordano

Fotografia di Marco Galletto 

 

 

Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come.

Friedrich Nietzsche

 

 

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