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Fatma Bucak a Torino

La scorsa settimana ho avuto la possibilità di visitare una mostra fotografica molto particolare, presso il Palazzo del Rettorato, in via Po 17 a Torino. La mostra, dal titolo “Remains of what has not been said” è un progetto della fotografa turca Fatma Bucak. Una ventina di studenti dell’ateneo hanno allestito la mostra e presentano ai visitatori l’opera, in veste di mediatori culturali. Ad accogliere i visitatori 84 fotografie apparentemente uguali. E’ proprio questo il primo impatto con questo progetto, ma ad un più attento sguardo alle fotografie, si capisce che in realtà ogni fotografia è diversa dalle altre, la posizione delle braccia e dei riflessi lo confermano. Una studente mi spiega con molta passione il progetto dell’artista. Praticamente è una sorta di denuncia nei confronti dei mezzi di comunicazione che ha completamente ignorato il massacro di Cizre nel sud-est della Turchia, ad opera dell’esercito turco, dove sono morte decine di persone. Ed una fotografa come lei, per dare voce alla denuncia ha pensato di creare questo progetto. A partire dal 7 febbraio 2016, giorno del massacro, e per i successivi 84 giorni, l’artista ha raccolto una selezione di quotidiani turchi. Come documentato dal video che gira in continuazione sullo schermo di un monitor, insieme ad altre due donne turche l’artista ha lavato le pagine fino a farle diventare completamente opache e raccogliendo il liquido contenente l’inchiostro in una serie di barattoli di vetro, uno per giorno. Ad ognuno di questi barattoli, dopo avergli posto una piccola targhetta con la data del lavaggio, ha poi scattato le immagini, sempre con la stessa luce e con solo due braccia a sostenerli. Un progetto importante, di denuncia, l’auspicio è che possa servire ad evitare altre violenze ed altre violazioni dei diritti umani nei confronti delle minoranze etniche, in Turchia e non solo.

Fatma Bucak

Nata a Iskenderun (Turchia) nel 1984.

Vive e lavora tra Londra e Istanbul.

 

2 commenti
    • gallettomarco
      gallettomarco dice:

      Grazie Michelangelo, i complimenti naturalmente vanno all’artista che ha saputo inventarsi un progetto così geniale…

      Rispondi

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